martedì 21 giugno 2011

LO SPORTELLO UNICO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE IN SICILIA:"un bordello come si direbbe a Palermo"

Lo Sportello unico per le attività produttive è oggetto di una profonda riforma che introduce sostanziali novità in chiave semplificatrice.
I D.P.R. 159/2010 e 160/2010, in attuazione del dettato dell’art. 38 del D.L. 112/2008, convertito con L. 133/2008, hanno abrogato il precedente D.P.R 447/98, introducendo nuove modalità di svolgimento del procedimento amministrativo, totalmente automatizzate.
Il D.Lgs. 59/2010, ha ribadito, nell’ambito del recepimento della direttiva comunitaria 123/2006 (direttiva Bolkenstain o direttiva servizi) la centralità dello sportello unico per un sistema di servizi alle imprese che si allinei ai livelli europei per offrire servizi omogenei in tutti i paesi della Comunità.
I Comuni siciliani che si sono accreditati rimangono, infatti, non moltissimi e la Regione Siciliana ha aggiunto alla confusione altra complicazione in una delicatissima fase, approvando nel contesto della legge sulla semplificazione (la L.R. 5/2011) una serie di norme sullo sportello unico che sembrano andare in direzione della istituzione di un portale regionale con un suo sistema di accreditamento dei Suap fissando termini che sembrano ritardare la riforma e creando problemi di disallineamento con il sistema nazionale e soprattutto con le previsioni Comunitarie in materia.
(tratto da www.orsaconsulting.it) 
Ma non era meglio quando eravamo peggio?A mio avviso,  fino  al recente passato, le attività produttive in sicilia non erano celeri ma fulminee.