Attestazione di inutilizzabilità, demolizione e radiazione di veicoli intestati a soggetto deceduto - Parere del MIT


Parere MIT 28.10.2026

In pratica il Comune di Morrovalle aveva chiesto un chiarimento al Ministero: chi può firmare per rottamare delle auto intestate a una persona morta? E la risposta del Ministero, con la firma del dott. Servedio, è abbastanza netta e per certi versi scomoda per chi sperava in una scorciatoia.

Il nodo è tutto qui. Rottamare l'auto di un defunto non è un gesto neutro, una semplice formalità burocratica. È considerato un vero e proprio atto di disposizione del patrimonio ereditario. E qui scatta la trappola che il Ministero mette in guardia, citando la Cassazione (ordinanza 15663/2020): se i chiamati all'eredità firmano la richiesta di inutilizzabilità per avviare la rottamazione, quel gesto vale come accettazione tacita dell'eredità. Tradotto: diventano eredi a tutti gli effetti, e si accollano anche tutti i debiti del morto. Non un dettaglio da poco.

Nel caso concreto però c'è un problema in più, quasi paradossale. Chi vorrebbe rottamare queste auto ha già rinunciato all'eredità, formalmente, davanti al notaio o in Tribunale. E allora il Ministero dice: scusate, ma avete rinunciato a tutto. Non avete più nessun diritto, nessun dovere, nessun potere su quei beni. Non potete demolire un'auto di cui, giuridicamente, non siete più nessuno. Insomma, prima rinunci a tutto e poi vorresti disporre dei beni? Non funziona.

Il risultato è che le macchine restano in una specie di limbo, appartengono alla "massa ereditaria" rimasta senza un proprietario attuale. E il Ministero indica due strade, a seconda di dove sono parcheggiate:

  • Se l'auto è abbandonata in strada, senza assicurazione, magari deturpa il decoro o crea problemi di sicurezza, allora ci pensa la Polizia Locale o le forze dell'ordine, d'ufficio, con le normali regole del Codice della Strada sui veicoli abbandonati. Problema risolto senza scomodare nessuno.
  • Se invece le auto stanno in un luogo privato (il cortile dei rinunciatari, un condominio) e danno solo fastidio, allora bisogna fare le cose per bene: andare in Tribunale e chiedere la nomina di un curatore dell'eredità giacente. È lui, nominato dal giudice, l'unico che ha il potere legale di firmare, liberare lo spazio, vendere l'auto se vale qualcosa o mandarla a demolire.

La mia impressione, se devo dirla tutta: è una risposta giuridicamente corretta e prudente, però lascia il cittadino un po' in mezzo al guado. Chi ha rinunciato all'eredità proprio per non avere grane si ritrova comunque un'auto ingombrante sotto casa e l'unica via "pulita" è una procedura di curatela che costa tempo, soldi e un passaggio in Tribunale. È il classico caso in cui la legge tutela giustamente l'integrità del patrimonio ereditario, ma scarica sul singolo il peso di una burocrazia pesante per un problema tutto sommato pratico. La scappatoia più comoda, almeno quando l'auto è in strada, resta far intervenire la Polizia Locale come veicolo abbandonato e questa soluzione non è certo una cosa bella per NOI e la P.A..

Su telegram il parere +  lo schema operativo, organizzato per capire in ogni situazione chi ha il potere di agire e cosa deve fare concretamente.

Mario Serio 

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