Personale:normative e applicative
La rubrica settimanale con la sintesi delle novità normative e applicative sulla gestione del personale nelle Pa.
Test psico-attitudinali legittimi nei concorsi
Il Tar Emilia-Romagna, Bologna, sezione II, con la sentenza n. 1478, del 17 settembre 2026, ha confermato la legittimità della previsione regolamentare che fa precedere la prova orale, per i candidati ammessi, da un test psico-attitudinale o di personalità. L’esito del test non determina un punteggio autonomo, ma concorre alla valutazione complessiva delle competenze comportamentali durante il colloquio. La valutazione psico-attitudinale, nel caso esaminato effettuata da una psicologa del lavoro, costituisce espressione di discrezionalità tecnica ed è sindacabile dal giudice amministrativo solo in presenza di manifesta illogicità, travisamento o inattendibilità.
Mobilità, accesso a tutti gli atti della selezione
Chi partecipa a una procedura di mobilità volontaria e non risulta vincitore può accedere a tutta la documentazione della selezione, compresi gli accertamenti sul possesso dei requisiti e, quando strettamente necessario alla difesa, quelli relativi all’idoneità fisica degli altri concorrenti. Domande, documenti, verbali e schede di valutazione entrano infatti nella procedura comparativa e possono essere conosciuti dal partecipante che intenda tutelare la propria posizione. Anche la documentazione contenente dati sanitari può essere accessibile quando indispensabile ai fini difensivi. È quanto ha stabilito il Tar Calabria, Reggio Calabria, con la sentenza n. 621, del 15 settembre 2026.
Progressioni economiche senza automatismi
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 24908, del 1° settembre 2026, ha ribadito che le progressioni economiche all’interno delle categorie non si acquisiscono automaticamente. Il passaggio presuppone una valutazione dell’amministrazione, effettuata secondo i criteri selettivi appositamente individuati e nel rispetto delle risorse disponibili. Le progressioni economiche, inoltre, non comportano lo svolgimento di mansioni superiori: di conseguenza, in caso di illegittimo conferimento, non può essere invocata la disciplina dell’articolo 2126 del Codice civile. Sul punto la Cassazione ha richiamato anche il precedente n. 12032/2021.
La riorganizzazione dell’ente è macro-organizzazione
La modifica dell’assetto organizzativo di un Comune, con redistribuzione di competenze e funzioni tra i settori in attuazione delle scelte politico-amministrative, costituisce un atto di macro-organizzazione (articolo 2 del Dlgs 165/2001). Se il nuovo assetto incide sul rapporto di lavoro, la posizione del dipendente assume consistenza di interesse legittimo e la controversia appartiene alla giurisdizione amministrativa, anche quando seguano atti meramente esecutivi di conferimento dell’incarico. È quanto affermato dal Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 5532, del 9 luglio 2026.
