Nuovo Codice della Strada: i profeti del nulla
Il nuovo Codice della Strada forse arriverà nel 2028. Nel frattempo, c'è già chi lo spiega, lo interpreta e lo commenta. Perché anticipare il futuro è diventato un mestiere; aspettare il testo definitivo, evidentemente, una perdita di tempo.
Ieri al TG1 hanno confermato che, se tutto va bene, il nuovo Codice della Strada partirà nel 2028.
Nel frattempo, ogni giorno spunta qualcuno che annuncia novità, anticipazioni, modifiche, rivoluzioni e retroscena su un Codice della Strada che, a quanto pare, esiste soprattutto nelle fantasie di chi ha qualcosa da anticipare.
Siamo ormai alla giurisprudenza preventiva su una legge che deve ancora nascere. C'è chi la studia, chi la commenta, chi la interpreta e chi, probabilmente, ha già pronto il corso di aggiornamento. Manca soltanto un piccolo dettaglio: il Codice.
Ma non preoccupiamoci: siamo in Italia, dove si riesce a organizzare un dibattito nazionale su qualcosa che forse arriverà tra due anni, forse più avanti e forse mai.
D'altra parte, quale esempio migliore del Ponte sullo Stretto di Messina? Anche lì, tra annunci, progetti, rendering e promesse, abbiamo imparato che un'opera può avere una vita lunghissima anche senza bisogno di essere attraversata.
A questo punto, una proposta: perché non istituire subito un corso di aggiornamento sul nuovo Codice della Strada? Titolo: «Come applicare oggi le norme di domani, in attesa che qualcuno decida se esisteranno davvero».
Naturalmente, con attestato finale e crediti formativi.
Perché una cosa è certa: in Italia le leggi possono anche tardare ad arrivare, ma le anticipazioni, quelle, non sono mai in ritardo.
E se il nuovo Codice dovesse davvero entrare in vigore nel 2028, ci sarà comunque qualcuno pronto a spiegarci che cosa cambierà nel 2030.
Perché aggiornarsi è importante. Ma aggiornarsi su ciò che ancora non c'è è ormai diventata una specializzazione tutta italiana.
