La Corte Costiutuzionale boccia il CIR per le strutture ricettive in Puglia
La Corte costituzionale ha bocciato alcune parti della legge della Regione Puglia perché invadevano competenze che spettano allo Stato.
In particolare:
- Per le strutture ricettive (hotel, B&B, case vacanze), la Regione non poteva imporre l'obbligo di ottenere prima il codice regionale (CIR) e poi quello nazionale (CIN), perché ciò crea un onere aggiuntivo che può ostacolare l'uniformità del mercato turistico in Italia.
- Sui cambi di destinazione d'uso degli immobili, la Regione aveva previsto limitazioni che la Corte ha ritenuto incompatibili con il quadro stabilito dalla normativa statale.
- In materia di concessioni idroelettriche, la Regione aveva eliminato il parere dell'Autorità di bacino e fissato una durata rigida delle concessioni; anche queste scelte sono state giudicate illegittime perché contrastano con la disciplina statale sulla tutela dell'ambiente.
La Corte non è invece entrata nel merito delle contestazioni relative all'adeguamento della legge pugliese al decreto"Salva Casa", dichiarando quelle questioni inammissibili per difetti di motivazione.
In sintesi: la sentenza riafferma che, in settori come concorrenza, urbanistica e tutela ambientale, le Regioni non possono adottare norme in contrasto con i principi e i limiti fissati dallo Stato.