Revisione delle macchine agricole aventi una velocità di progetto superiore a 40 Km/h.


Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza -Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato prot. n. 300/STRAD/1/0000002999.U/2026 del 03/02/2026 (su telegram)

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Il documento riguarda l’entrata in vigore della revisione obbligatoria dei trattori agricoli a ruote di tipo veloce, cioè quelli con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5.

I punti principali sono:

  • Con DM MIT n. 494 del 25 novembre 2025 sono state approvate le linee guida operative per l’esecuzione delle revisioni.

  • Le revisioni sono attuabili dal 1° febbraio 2026.

  • Scadenze per la revisione:

    • Entro 30 giugno 2026: veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019;

    • Entro 31 dicembre 2026: veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022;

    • Dal 1° gennaio 2023: applicazione del regime ordinario (prima revisione dopo 4 anni, poi ogni 2).

  • Per le altre macchine agricole (non veloci) resta valida la disciplina precedente, in attesa di norme specifiche.

  • La circolazione senza revisione è sanzionata ai sensi dell’art. 111 del Codice della Strada.

  • Le Prefetture sono incaricate di diffondere le disposizioni ai Corpi di Polizia Locale.

Le linee guida tecniche (Allegato A) disciplinano:

  • controlli su impianto frenante,

  • impianto elettrico e illuminazione,

  • emissioni inquinanti,

  • nonché le attrezzature obbligatorie per i centri di revisione pubblici e privati.


RELAZIONE (INQUADRAMENTO E IMPLICAZIONI OPERATIVE)

Il provvedimento rappresenta un passaggio rilevante nel processo di equiparazione dei trattori agricoli veloci ai veicoli stradali ordinari, in ragione del loro utilizzo sempre più frequente sulla rete viaria pubblica.

Dal punto di vista amministrativo e operativo:

  • viene finalmente resa pienamente applicabile la previsione contenuta nel DM 214/2017, rimasta finora priva di istruzioni pratiche;

  • si introducono criteri tecnici dettagliati per le revisioni, analoghi a quelli dei veicoli delle categorie N e L, soprattutto per la frenatura e la sicurezza attiva.

Per gli organi di polizia stradale e locale:

  • diventa possibile un controllo uniforme e certo sul rispetto dell’obbligo di revisione;

  • è chiarito che l’assenza di revisione comporta l’applicazione delle sanzioni previste dal CdS.

Per i centri di revisione:

  • quelli privati devono dotarsi obbligatoriamente di banco prova freni a piastre;

  • è previsto, in fase transitoria, l’uso del decelerometro in caso di impossibilità tecnica;

  • sono specificate anche le modalità alternative di verifica dei fari e delle emissioni.

In conclusione, la normativa rafforza gli standard di sicurezza stradale e ambientale, riducendo le aree di incertezza applicativa e fornendo a operatori, utenti e forze di controllo un quadro normativo chiaro e immediatamente operativo.