sabato 22 febbraio 2020

Coronavirus, le regole del Viminale per i poliziotti


DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE SANITA' Prot. 850/A.P.1- 1596 del 22 febbraio 2020

Di seguito alle disposizioni già emanate da questa Direzione con note n. 850/A.P.1-694 del 24 gennaio 2020 e m. 850/A.P.1-694C del 1 febbraio 2020 ed in considerazione della diffusione dell'infezione da nuovo Coronavirus (SARS CoV-2) in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio, e della necessità di mettere in atto tutte le misure precauzionali possibili di prevenzione e di protezione del personale, nei diversi contesti di operatività, anche tenuto conto dei compiti istituzionali e dell'esigenza di garantire la massima tutela della popolazione delle comunità interessate, si forniscono ulteriori e più dettagliate informazioni ed indicazioni.
La segnalazione di trasmissione e di diffusione locale dell'infezione nelle regioni summenzionate ha elevato il livello di allerta nel nostro Paese, inducendo a rafforzare le misure di sorveglianza sanitaria stabilite dal Ministero della Salute, anche a ragione delle evidenze scientifiche emergenti e coerentemente con le raccomandazioni dettate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e a applicare obbligatoriamente le misure di quarantena agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19.

Per quanto attiene ai comportamenti da adottare da parte degli operatori della Polizia di Stato, nel ribadire le raccomandazioni contenute nella circolare del 1 ° febbraio u.s. e riassunte nella tabella ad essa allegata, differenziando la tipologia di intervento e le relative misure di protezione ritenute idonee, si sottolinea che i dispositivi di protezione individuale (DPI), anche in considerazione della attuale difficoltà di approvvigionamento degli stessi, dovranno essere resi disponibili, in base ai diversi e potenziali profili di esposizione, per il personale che svolge servizioperativi o che comportano l'esposizione diretta al rischio di contagio, come nel caso di servizi ad immediato contatto con il pubblico.

Si raccomanda, nello specifico, negli uffici per il ricevimento del pubblico (uffici immigrazione, uffici passaporti, ecc.), di evitare il sovraffollamento dei locali e assicurare la frequente aerazione degli stessi, di curare che venga effettuata da parte delle ditte incaricate un'accurata pulizia e disinfezione delle superfici e degli ambienti con comune candeggina, di utilizzare, ove esistenti, gli sportelli con vetro di protezione e, comunque, di mantenere un'adeguata distanza pari ad almeno 1,5 metri dall'utente e di non impiegare soggetti affetti da patologie croniche o maggiormente suscettibili alle infezioni.

In ragione, poi, della necessità di garantire la salute pubblica prevenendo la diffusione del virus, i dipendenti che dovessero presentare sintomi, anche lievi, che possano essere indicativi di eventuale infezione, quali febbre, tosse, difficoltà respiratoria, stanchezza, dolori muscolari, eviteranno di accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso o alle sale mediche degli Uffici/Reparti della Polizia di Stato, rivolgendosi, invece, telefonicamente al proprio medico curante o al numero nazionale dell'emergenza (112) o al numero verde (1500) del Ministero della Salute, notiziando l'Ufficio Sanitario della Polizia di Stato di riferimento.

Sarà cura dei funzionari medici in servizio presso gli Enti/Reparti dell'Amministrazione monitorare lo stato di salute del personale attraverso la puntuale verifica della diagnosi presente nelle certificazioni di malattia e reiterare le raccomandazioni generali di carattere igienicosanitario, intensificando gli incontri di natura informativa e formativa e rendendo edotto il personale sulla opportunità di non intraprendere viaggi, se non strettamente necessari, e di non frequentare luoghi affollati ed a scarso ricambio d'aria.
I medici competenti dei vari Enti/Reparti, compresi gli Uffici Territoriali del Governo, adotteranno analoghe iniziative nei confronti del personale civile dell'Amministrazione dell'Interno.
Appare, inoltre, opportuno dare indicazioni a limitare, per quanto possibile, le occasioni che comportino condizioni di permanenza di più persone in ambienti circoscritti, quali attività addestrative ed esercitative, convegni, ecc_

Nei servizi di controllo del territorio, quali ad esempio quelli svolti dalla Polizia Stradale e Ferroviaria, in cui generalmente si verifica il contatto diretto con soggetti non immediatamente identificabili, il personale operante sarà dotato dei DPI previsti (guanti e maschere facciali FFP3), che dovranno essere utilizzati nel caso in cui si verifichino concrete condizioni di rischio.

Per quel che attiene, inoltre, le aree in cui sia stata segnalata la diffusione locale dell' infezione, gli stessi funzionari medici censiranno il personale residente o che abbia frequentato le aree interessate ed, in particolare, per i frequentatori degli Istituti di istruzione della Polizia di Stato, daranno indicazione di ridurre al minimo l'uscita degli stessi dalle strutture di formazione, monitorandone attivamente e costantemente lo stato di salute, e di limitare i contatti con il personale delle ditte esterne operanti nelle stesse, controllandone opportunamente l'accesso.

Si ritiene, infine, che, nel rispetto del principio della massima precauzione, in rapporto all'evoluzione della situazione epidemiologica, il funzionario medico della Polizia di Stato, in accordo con il dirigente dell' Ufficio/Reparto di appartenenza, anche in assenza di sintomi di malattia, possa adottare nei confronti del personale che abbia avuto contatti a rischio, anche solo sospetti, provvedimenti medico-legali di temporanea astensione dall'attività lavorativa, al termine dei quali, per il rientro in servizio, formulerà il relativo giudizio di idoneità.

Presso la Scuola Allievi Agenti di Piacenza è costituito all'uopo un "Centro Operativo Sanitario", cui viene preposto il Primo Dirigente Medico della Polizia di Stato dr. Alessandro Ciprani, che opererà fino a cessate esigenze.
Lo stesso garantirà la puntuale attuazione delle misure previste dalla presente circolare e adotterà le iniziative ritenute via via più opportune, in collaborazione con gli Uffici di coordinamento sanitario, che, ove occorra, disporranno l'impiego dei medici degli Uffici sanitari della Polizia di Stato ricadenti nei territori di rispettiva competenza, offrendo il supporto eventualmente richiesto dalle altre Forze di polizia.
Analogo supporto verrà fornito da tutti gli Uffici Sanitari della Polizia di Stato sul territorio nazionale.
Si precisa che le disposizioni contenute nella presente circolare si riferiscono al momento attuale e sono suscettibili di modifiche ed integrazioni, in rapporto all'evoluzione della situazione epidemiologica.
Si prega di dare ampia diffusione alla presente nota.