venerdì 27 novembre 2015

Norme penali sull'omicidio stradale:resoconto al 25 novembre2015

Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonchè disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 

Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 256 del 25/11/2015


(859-1357-1378-1484-1553-B) Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274
(Approvato dal Senato in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei senatori Scilipoti Isgrò; Falanga; Moscardelli ed altri; Stucchi; Nadia Ginetti e modificato dalla Camera dei deputati. Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il presidente PALMA dà lettura dei pareri espressi sul provvedimento in titolo dalle Commissioni 1a ed 8a. A tale riguardo sottolinea che le osservazioni contenute nel parere della 1a Commissione rispecchiano sostanzialmente molti dei rilievi problematici da lui sollevati nella seduta del 17 novembre scorso, con riferimento alle modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge in esame.

Quindi si prosegue con l'illustrazione degli emendamenti sospesa nella seduta di ieri.

         Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) illustra gli emendamenti a sua prima firma, soffermandosi in particolare sulle proposte emendative  1.1, 1.17, 1.23, 1.28 ed 1.40, volte a specificare meglio alcune formulazioni.

         Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) in via generale richiama l'attenzione sui rilievi di costituzionalità già sollevati dal presidente Palma nel suo intervento sopra ricordato e riproposti in parte dal parere della 1a Commissione. Avverte quindi che gli emendamenti a sua prima firma, da un lato, ripropongono il testo approvato dal Senato in prima lettura, dall'altro mirano comunque ad ovviare ai problemi di costituzionalità emersi dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Sarebbe opportuna e auspicabile un'apertura da parte della maggioranza almeno in ordine ad alcune proposte emendative che attengono a profili di irragionevolezza e incostituzionalità derivanti dalle modifiche suddette.

         Il senatore BUCCARELLA (M5S) illustra gli emendamenti a sua prima firma, volti a sostituire il settimo comma dell'articolo 589-bis del codice penale - così come introdotto dall'articolo 1 del disegno di legge in titolo - al fine di escludere dalla diminuente di pena, nell'ipotesi di concorso di colpa, la fattispecie di omicidio colposo di cui al primo comma del citato articolo 589-bis. Infatti, qualora dovesse essere approvato il disegno di legge in titolo, in questa circostanza si verrebbe a determinare un trattamento più favorevole rispetto a quanto attualmente previsto dall'articolo 589, secondo comma, del codice penale, per di più con effetto retroattivo in base al disposto generale di cui all'articolo 2, quarto comma, del codice penale, secondo cui se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile. Alla luce di tali considerazioni, e tenuto conto dei rilievi problematici già sollevati dal presidente Palma nel corso della seduta del 17 novembre scorso, ritiene che il gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle difficilmente potrebbe votare il disegno di legge in titolo, nella medesima formulazione approvata dall'altro ramo del Parlamento.

         La senatrice FUCKSIA (M5S), dopo aver ritirato le proprie proposte emendative, 1.41, 2.25 e 6.15, si sofferma sull'emendamento 6.0.6, volto ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 25-duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 - recante previsioni in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica - al fine di estendere le sanzioni che si vogliono introdurre con il disegno di legge all'esame anche alle aziende presso le quali i soggetti cui si imputano i reati di omicidio stradale colposo e lesioni personali colpose stradali di cui ai nuovi articoli 589-bis e 590-bis del codice penale esercitano professionalmente l'attività di trasporto di persone e cose, ove tali reati siano commessi nell'interesse delle aziende medesime.

         La senatrice MUSSINI (Misto) illustra le proprie proposte emendative, con particolare riferimento agli emendamenti volti ad incrementare il fondo contro l'incidentalità notturna di cui all'articolo 8-bis del decreto legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito con modificazioni dalla legge 160 del 2007, ed a prevedere una modifica dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna di cui all'articolo 186, comma 2-octies del codice della strada, nelle ipotesi di guida sotto l'effetto di alcool.

            Nessun altro chiedendo di intervenire, il RELATORE esprime parere contrario su tutti gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, già pubblicati in allegato al resoconto della seduta di ieri, ed esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/859-1357-1378-1484-1553-B/1/2, a condizione che venga riformulato inserendo prima delle parole "valutare le opportunità di", le seguenti "esaminata la casistica".


La senatrice MUSSINI (Misto), dopo aver fatto proprio l'ordine del giorno testé citato, accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal relatore.

Il rappresentante del GOVERNO accoglie l'ordine del giorno così come riformulato.

            La seduta, sospesa alle ore 16, riprende alle ore 16,10.

         Il presidente PALMA - in risposta ad una richiesta di chiarimenti del senatore  CASSON (PD) - ricorda ai componenti della Commissione che la sostituzione in corso di seduta di un componente incontra un limite negli interventi già pronunciati dal senatore sostituito o anche nell'attestazione della sua presenza (nel foglio firme) in caso di quorum per la validità della seduta, o infine, nella circostanza che sia stata già intrapresa la fase delle votazioni. Pertanto, poiché nella seduta odierna si è proceduto all'accertamento del numero legale secondo quanto previsto dall'articolo 30, comma 1, del Regolamento del Senato - in relazione all'esame degli Atti del Governo, per i quali la citata disposizione regolamentare prevede la presenza della maggioranza dei componenti della Commissione come condizione di validità della seduta - non può più essere sostituito in corso di seduta di un componente che abbia già sottoscritto il foglio firme.

         Il senatore CASSON (PD) esprime perplessità su quanto appena detto dal Presidente, rammentando che nelle precedenti legislature si è proceduto ad effettuare ovvero annullare sostituzioni in corso di seduta anche nell'ipotesi di esame in sede consultiva su atti del Governo, in cui è richiesto il quorum costitutivo della maggioranza assoluta dei componenti della Commissione.

Dopo aver effettuato una breve istruttoria, il presidente PALMA  conferma la correttezza di quanto precedentemente da lui ricordato ai membri della Commissione, citando un precedente della XIII legislatura, nel quale l'allora Presidente Mancino, rispondendo ad alcuni quesiti formulati dal senatore Gubert in ordine al regime delle sostituzioni, osservava che la "prassi si è orientata nel senso di considerare possibile sostituire in corso di seduta un componente che abbia abbandonato in precedenza la seduta stessa, ove egli non sia intervenuto nella discussione e, in caso di deliberante, di redigente o di sedi affini, non abbia firmato il foglio firme". Poiché la sede consultiva su atti del Governo va ritenuta "sede affine" secondo quanto previsto dall'articolo 30, comma 1, del Regolamento del Senato, secondo cui per la validità delle sedute delle Commissioni in sede deliberante e redigente, di quelle nelle quali le Commissioni discutano e adottino deliberazioni su affari per i quali non debbano riferire all'Assemblea, è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti delle Commissioni stesse, non può essere effettuata la sostituzione in corso di seduta odierna di un componente - sia pure supplente -  che abbia già sottoscritto il foglio firme.

         Il senatore CASSON (PD), sia pur non condividendo l'equiparazione effettuata tra sede deliberante e sede consultiva su atti del Governo, prende atto delle considerazioni testé svolte dalla Presidenza.

            La seduta, sospesa alle ore 16,25, riprende alle ore 16,40.

            Si passa quindi alla votazione degli emendamenti.

         Sull'emendamento 1.1, volto a sopprimere il primo comma dell'articolo 589-bis del codice penale - come introdotto dall'articolo 1 del disegno di legge in titolo -  prende la parola il PRESIDENTE, sottolineando l'opportunità di ripristinare il testo approvato in prima lettura dal Senato in quanto, pur essendo condivisibile la volontà di inserire nel nuovo articolo 589-bis tutte le fattispecie di omicidio stradale colposo, rileva una evidente incongruenza rispetto al successivo settimo comma dell'articolo 589-bis, così come modificato alla Camera, che prevede la diminuente di pena fino alla metà in tutte le ipotesi di cui ai commi precedenti, ivi compresa quindi la fattispecie in esame, attualmente regolata dall'articolo 589, secondo comma, del codice penale. L'effetto paradossale che si verrebbe a produrre dall'eventuale approvazione del disegno di legge in titolo è - nei casi considerati -   una mitigazione delle sanzioni previste nell'ipotesi di omicidio stradale colposa per semplice violazione delle norme sulla circolazione stradale, di cui al primo comma dell'articolo 589-bis, con conseguente retroattività di tale modifica ai processi in corso, giusto il disposto di cui all'articolo 2, quarto comma, del codice penale, trattandosi di previsione sanzionatoria più favorevole.

Dopo che il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) ha raccomandato l'approvazione della proposta emendativa 1.1, osservando che essa ripropone la medesima formulazione approvata all'unanimità dalla Commissione giustizia del Senato in prima lettura, e approvata a larga maggioranza dall'Aula del Senato e dopo che il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) annunciando voto favorevole, esprime perplessità sull'atteggiamento del Governo di fronte ad un provvedimento che presenta alcune evidenti contraddizioni e che potrebbe essere corretto in tempi brevi, l'emendamento 1.1 è posto ai voti e respinto.

Con distinte votazioni, la Commissione respinge poi gli emendamenti 1.2, 1.3, 1.8 e 1.9; gli emendamenti 1.6 e 1.7 sono ritirati dai rispettivi proponenti, mentre gli emendamenti 1.4 e 1.5 sono dichiarati decaduti.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) interviene in sede di dichiarazione di voto sull'emendamento a propria firma 1.10 - finalizzato alla soppressione dei numeri 2 e 3  del quinto comma dell'articolo 589-bis del codice penale, come introdotto dall'articolo 1 del disegno di legge in titolo - raccomandandone l'approvazione ed osservando che la proposta emendativa in oggetto è volta a ripristinare il testo approvato dall'Aula del Senato in prima lettura, che dopo un lungo ed approfondito dibattito aveva ritenuto opportuna l'eliminazione delle fattispecie ivi previste e relative all'attraversamento di un'intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero alla circolazione contromano, da parte del conducente che cagioni per colpa la morte di una persona, nonché della fattispecie relativa al conducente che a seguito di una manovra di inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona.

Si associa il senatore GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)), annunciando voto favorevole e dichiarando che il comportamento del Governo appare incoerente e contradditorio rispetto alle posizioni assunte durante l'esame, in prima lettura, del disegno di legge in titolo presso il Senato.

L'emendamento 1.10 è posto ai voti e respinto.

Con distinte votazioni vengono quindi respinti gli emendamenti 1.12, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, 1.29 - quest'ultimo fatto proprio dalla senatrice MUSSINI - 1.30 e 1.31, mentre sono ritirati dal senatore FALANGA gli emendamenti 1.15 e 1.16; gli emendamenti 1.13, 1.14, 1.24, 1.32 sono invece dichiarati decaduti stante l'assenza dei proponenti.

Il senatore DI MAGGIO (CoR) dichiara di ritirare tutti gli emendamenti a propria firma in quanto gli appare ormai inutile proporre al Governo ragionevoli e sensate modifiche al disegno di legge, di fronte ad una ottusa e pregiudiziale chiusura da parte della maggioranza.

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII)  dichiara che non interverrà più in sede di dichiarazione di voto pur rimanendo presente per rispetto delle istituzioni, in quanto ritiene inspiegabile l'atteggiamento di contrarietà mostrato dalla maggioranza rispetto a proposte emendative che nulla hanno di politico e che sono volte esclusivamente a migliorare il testo, a tutela di principi costituzionali e diritti fondamentali dei cittadini.

La Commissione pone quindi distintamente ai voti e respinge gli emendamenti 1.33, 1.34, 1.35, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39, 1.40, 1.42, 1.43, 1.44 e 1.46, mentre l'emendamento 1.45 è dichiarato decaduto stante l'assenza del proponente.

Il seguito dell'esame è infine rinviato.

La seduta termina alle ore 17,30.
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Sotto tutto disegno di legge in corso di esame al senato  

N. 859-1357-1378-1484-1553-B
DISEGNO DI LEGGE
approvato dal Senato della Repubblica il 10 giugno 2015, in un testo risultante
dall’unificazione dei disegni di legge
(V. Stampati nn. 859, 1357, 1378, 1484 e 1553)
d’iniziativa dei senatori SCILIPOTI ISGRÒ (859); FALANGA (1357); MOSCARDELLI, CUOMO, DI GIORGI, FABBRI, GIACOBBE, MATTESINI, ORRÙ, PAGLIARI, PEZZOPANE, RUTA, SCALIA, SPILABOTTE, ASTORRE, CHITI, CIRINNÀ, VALENTINI, CUCCA, FAVERO, FORNARO, LUMIA, RICCHIUTI, CANTINI, LEPRI, PUGLISI e CARIDI (1378); STUCCHI (1484); GINETTI (1553)
(V. Stampato Camera n. 3169)
modificato dalla Camera dei deputati il 28 ottobre 2015
Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 29 ottobre 2015
Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274
DISEGNO DI LEGGE
DISEGNO DI LEGGE
Approvato dal Senato della Repubblica
Approvato dalla Camera dei deputati
Art. 1.
Art. 1.
(Introduzione del delitto
di omicidio stradale)
(Introduzione del delitto
di omicidio stradale)
1. Dopo l'articolo 589 del codice penale sono inseriti i seguenti:
1. Identico:
«Art. 589-bis. - (Omicidio stradale). --
«Art. 589-bis. - (Omicidio stradale). – Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni.
Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni.
Identico.
La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettere b) e c), e 187 del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa la morte di una persona.
La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa la morte di una persona.
Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da sette a dieci anni.
Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
La pena di cui al comma precedente si applica altresì al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona.
La pena di cui al comma precedente si applica altresì:
1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;
2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un'intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;
3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l'evento non sia esclusiva conseguenza dell'azione o dell'omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell'autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento sia conseguenza anche di una condotta colposa della vittima, la pena è diminuita fino alla metà.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni la morte di più persone, ovvero la morte di una o più persone e lesioni a una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni diciotto.
Identico.
Art. 589-ter. - (Circostanza aggravante). – Nei casi di cui agli articoli 589, secondo comma, e 589-bis, se il conducente si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo alla metà».
Art. 589-ter. - (Fuga del conducente in caso di omicidio stradale). – Nel caso di cui all'articolo 589-bis, se il conducente si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a cinque anni».
Art. 2.
Art. 2.
(Modifica dell'articolo 590-bis e introduzione degli articoli 590-ter, 590-quater, 590-quinquies e 590-sexies del codice penale).
(Modifica dell'articolo 590-bis e introduzione degli articoli 590-ter, 590-quater e 590-quinquies del codice penale)
1. L'articolo 590-bis del codice penale è sostituito dai seguenti:
1. Identico:
«Art. 590-bis. - (Lesioni personali stradali). --
«Art. 590-bis. - (Lesioni personali stradali gravi o gravissime). – Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.
Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno una lesione personale, è punito con la reclusione da due a quattro anni.
Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno una lesione personale, è punito con la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime.
La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettere b) e c), e 187 del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa a taluno lesioni personali.
Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì al conducente di un veicolo a motore di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.
Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, è punito con la reclusione da nove mesi a due anni.
Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.
La pena di cui al comma precedente si applica altresì:
Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì:
1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa a taluno lesioni personali;
1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;
2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un'intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa a taluno lesioni personali;
2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un'intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;
3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa a taluno lesioni personali.
3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.
Nel caso di lesioni personali gravi, la pena è aumentata da un terzo alla metà; nel caso di lesioni personali gravissime, la pena è aumentata dalla metà a due terzi.
Soppresso

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l'evento non sia esclusiva conseguenza dell'azione o dell'omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l'evento sia conseguenza anche di una condotta colposa della vittima, la pena è diminuita fino alla metà.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, se la malattia ha una durata non superiore a venti giorni e se non concorre alcuna delle circostanze indicate nell'articolo 583. In tali casi le pene previste dai commi primo, secondo, terzo e quarto sono diminuite della metà.
Soppresso
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni lesioni a più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni sette.
Identico.
Art. 590-ter. - (Circostanza aggravante). – Nei casi di cui agli articoli 590, terzo comma, e 590-bis, se il conducente si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
Art. 590-ter. - (Fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali).Nel caso di cui all'articolo 590-bis, se il conducente si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a tre anni.
Art. 590-quater. – (Computo delle circostanze). – Quando ricorrono le circostanze aggravanti di cui agli articoli 589, secondo comma, 589-ter, 590, terzo comma, 590-bis e 590-ter, le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni si operano sulla quantità di pena determinata ai sensi delle predette circostanze aggravanti.
Art. 590-quater. – (Computo delle circostanze). – Quando ricorrono le circostanze aggravanti di cui agli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma, 589-ter, 590-bis e 590-ter, le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni si operano sulla quantità di pena determinata ai sensi delle predette circostanze aggravanti.
Art. 590-quinquies. – (Pene accessorie). – Alla condanna, ovvero all'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli articoli 589-bis e 590-bis, limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime, consegue la revoca della patente di guida.
Soppresso
Vedi articolo 6, comma 1, lettera a)
In deroga a quanto previsto dall'articolo 166, primo comma, la disposizione del primo comma si applica anche nel caso in cui sia stata concessa la sospensione condizionale della pena.

Nel caso di applicazione della pena accessoria di cui al primo comma, per i reati di cui all'articolo 589-bis, l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca. Tale termine è elevato a venti anni nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il termine è ulteriormente aumentato sino a trenta anni nel caso in cui l'interessato si sia dato alla fuga ovvero fosse alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e abbia anche violato i limiti di velocità al momento della determinazione del sinistro.

Nel caso di applicazione della pena accessoria di cui al primo comma, per i reati di cui all'articolo 590-bis, limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime, l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi cinque anni dalla revoca. Tale termine è raddoppiato nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il termine è ulteriormente aumentato sino a dodici anni nel caso in cui l'interessato si sia dato alla fuga ovvero fosse alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e abbia anche violato i limiti di velocità al momento della determinazione del sinistro.

Art. 590-sexies. - (Definizione di strade urbane e extraurbane). -- Ai fini degli articoli 589-bis e 590-bis si intendono per strade extraurbane le strade di cui alle lettere A, B e C del comma 2 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e per strade di un centro urbano le strade di cui alle lettere D, E, F e F-bis del medesimo comma 2».
Art. 590-quinquies. - (Definizione di strade urbane e extraurbane). – Identico».
Art. 3.
Art. 3.
(Modifiche di coordinamento
al codice penale)
(Modifiche di coordinamento
al codice penale)
1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
1. Identico:
a) all'articolo 157, sesto comma, le parole: «e 589, secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «, 589, secondo e terzo comma, e 589-bis»;
a) identica;

b) all'articolo 582, primo comma, le parole: «da tre mesi» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi»;
b) all'articolo 589, secondo comma, le parole: «Se il fatto è commesso» sono sostituite dalle seguenti: «Salvo quanto stabilito dall'articolo 589-bis, se il fatto è commesso»;
c) all'articolo 589, secondo comma, le parole: «sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle» sono soppresse;
c) all'articolo 589, il terzo comma è abrogato;
d) identica;
d) all'articolo 590, terzo comma, le parole: «Se i fatti di cui al secondo comma» sono sostituite dalle seguenti: «Salvo quanto stabilito dall'articolo 590-bis, se i fatti di cui al secondo comma»;
e) all'articolo 590, terzo comma, primo periodo, le parole: «sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle» sono soppresse;
e) all'articolo 590, terzo comma, il secondo periodo è soppresso.
f) identica.
Art. 4.
Art. 4.
(Modifiche al codice di procedura penale in materia di operazioni peritali e di prelievo coattivo di campioni biologici)
(Modifiche al codice di procedura penale in materia di operazioni peritali e di prelievo coattivo di campioni biologici)
1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
1. Identico:
a) all'articolo 224-bis, comma 1, dopo le parole: «superiore nel massimo a tre anni» sono inserite le seguenti: «, per i delitti di cui agli articoli 589, secondo comma, 589-bis, 590, terzo comma, e 590-bis del codice penale,»;
a) all'articolo 224-bis, comma 1, dopo le parole: «superiore nel massimo a tre anni» sono inserite le seguenti: «, per i delitti di cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale»;
b) all'articolo 359-bis, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
b) identico:
«3-bis. Nei casi di cui agli articoli 589, secondo comma, 589-bis, 590, terzo comma, e 590-bis del codice penale, qualora il conducente rifiuti di sottoporsi agli accertamenti dello stato di ebbrezza alcolica ovvero di alterazione correlata all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, se vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini, il decreto di cui al comma 2 e gli ulteriori provvedimenti ivi previsti possono, nei casi di urgenza, essere adottati anche oralmente e successivamente confermati per iscritto. Gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono all'accompagnamento dell'interessato presso il più vicino presidio ospedaliero al fine di sottoporlo al necessario prelievo o accertamento e si procede all'esecuzione coattiva delle operazioni se la persona rifiuta di sottoporvisi. Del decreto e delle operazioni da compiersi è data tempestivamente notizia al difensore dell'interessato, che ha facoltà di assistervi, senza che ciò possa comportare pregiudizio nel compimento delle operazioni. Si applicano le previsioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 365. Entro le quarantotto ore successive, il pubblico ministero richiede la convalida del decreto e degli eventuali ulteriori provvedimenti al giudice per le indagini preliminari, che provvede al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive, dandone immediato avviso al pubblico ministero e al difensore. Le operazioni devono sempre svolgersi nel rispetto delle condizioni previste dai commi 4 e 5 dell'articolo 224-bis».
«3-bis. Nei casi di cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale, qualora il conducente rifiuti di sottoporsi agli accertamenti dello stato di ebbrezza alcolica ovvero di alterazione correlata all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, se vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini, il decreto di cui al comma 2 e gli ulteriori provvedimenti ivi previsti possono, nei casi di urgenza, essere adottati anche oralmente e successivamente confermati per iscritto. Gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono all'accompagnamento dell'interessato presso il più vicino presidio ospedaliero al fine di sottoporlo al necessario prelievo o accertamento e si procede all'esecuzione coattiva delle operazioni se la persona rifiuta di sottoporvisi. Del decreto e delle operazioni da compiersi è data tempestivamente notizia al difensore dell'interessato, che ha facoltà di assistervi, senza che ciò possa comportare pregiudizio nel compimento delle operazioni. Si applicano le previsioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 365. Entro le quarantotto ore successive, il pubblico ministero richiede la convalida del decreto e degli eventuali ulteriori provvedimenti al giudice per le indagini preliminari, che provvede al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive, dandone immediato avviso al pubblico ministero e al difensore. Le operazioni devono sempre svolgersi nel rispetto delle condizioni previste dai commi 4 e 5 dell'articolo 224-bis».
Art. 5.
Art. 5.
(Modifiche di coordinamento al codice di procedura penale)
(Modifiche di coordinamento al codice di procedura penale)
1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
1. Identico:
a) all'articolo 380, comma 2, dopo la lettera m-ter) è aggiunta la seguente:
a) identico:
«m-quater) delitto di omicidio colposo stradale previsto dall'articolo 589-bis del codice penale»;
«m-quater) delitto di omicidio colposo stradale previsto dall'articolo 589-bis, secondo comma, del codice penale»;
b) all'articolo 381, comma 2, dopo la lettera m-quater) è aggiunta la seguente:
b) identico:
«m-quinquies) delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto dall'articolo 590-bis del codice penale»;
«m-quinquies) delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto dall'articolo 590-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, del codice penale»;
c) all'articolo 406, comma 2-ter, le parole: «589, secondo comma, 590, terzo comma,» sono sostituite dalle seguenti: «589, secondo comma, 589-bis, 590, terzo comma, 590-bis»;
c) identica;
d) all'articolo 416, comma 2-bis, le parole: «per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del codice penale» sono sostituite dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma, e 589-bis del codice penale»;
d) identica;
e) all'articolo 429, comma 3-bis, le parole: «per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del codice penale» sono sostituite dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma, e 589-bis del codice penale»;
e) identica;
f) all'articolo 550, comma 2, dopo la lettera e) è inserita la seguente:
f) identica;
«e-bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell'articolo 590-bis del codice penale»;

g) all'articolo 552:
g) identica.
1) al comma 1-bis, dopo le parole: «per taluni dei reati previsti dall'articolo 590, terzo comma, del codice penale» sono inserite le seguenti: «e per i reati previsti dall'articolo 590-bis del medesimo codice»;

2) al comma 1-ter, dopo le parole: «per taluni dei reati previsti dall'articolo 590, terzo comma, del codice penale» sono inserite le seguenti: «e per i reati previsti dall'articolo 590-bis del medesimo codice».

Art. 6.
Art. 6.
(Modifiche di coordinamento al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285)
(Modifiche di coordinamento al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285)
1. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
1. Identico:
a) all'articolo 222:
a) identico:
1) al comma 2, il quarto periodo è soppresso;
Vedi articolo 2, comma 1, capoverso Art. 590-quinquies, primo e secondo comma
1) al comma 2, il quarto periodo è sostituito dai seguenti: «Alla condanna, ovvero all'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale consegue la revoca della patente di guida. La disposizione del quarto periodo si applica anche nel caso in cui sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile ai sensi dell'articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto competente per il luogo della commessa violazione, che emette provvedimento di revoca della patente e di inibizione alla guida sul territorio nazionale, per un periodo corrispondente a quello per il quale si applica la revoca della patente, nei confronti del soggetto contro cui è stata pronunciata la sentenza»;
2) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
2) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 non si applicano nei casi previsti dagli articoli 589-bis e 590-bis, limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime, del codice penale»;
Soppresso
Vedi articolo 2, comma 1, capoverso Art. 590-quinquies, terzo comma
«3-bis. Nel caso di applicazione della sanzione accessoria di cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per i reati di cui all'articolo 589-bis, secondo, terzo e quarto comma, del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca; per il reato di cui all'articolo 589-bis, quinto comma, del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente prima che siano decorsi dieci anni dalla revoca. Tale termine è elevato a venti anni nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice. Il termine è ulteriormente aumentato sino a trenta anni nel caso in cui l'interessato non abbia ottemperato agli obblighi di cui all'articolo 189, comma 1, del presente codice, e si sia dato alla fuga.
Vedi articolo 2, comma 1, capoverso Art. 590-quinquies, quarto comma
3-ter. Nel caso di applicazione della sanzione accessoria di cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per i reati di cui agli articoli 589-bis, primo comma, e 590-bis del codice penale, l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi cinque anni dalla revoca. Tale termine è raddoppiato nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di cui all'articolo 186, commi 2, lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all'articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice. Il termine è ulteriormente aumentato sino a dodici anni nel caso in cui l'interessato non abbia ottemperato agli obblighi di cui all'articolo 189, comma 1, e si sia dato alla fuga»;

b) all'articolo 219, comma 3-ter, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fatto salvo quanto previsto dai commi 3-bis e 3-ter dell'articolo 222»;
b) all'articolo 223, comma 2:
c) identico:
1) al primo periodo, dopo le parole: «commi 2 e 3» sono inserite le seguenti: «, nonché nei casi previsti dagli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale»;
1) al primo periodo, dopo le parole: «commi 2 e 3» sono inserite le seguenti: «, nonché nei casi previsti dagli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del codice penale»;
2) dopo il terzo periodo sono aggiunti i seguenti: «Nei casi di cui agli articoli 589-bis e 590-bis limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime del codice penale il prefetto, ricevuti gli atti, dispone, ove sussistano fondati elementi di un'evidente responsabilità, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di cinque anni. In caso di sentenza di condanna non definitiva, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida può essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni».
2) dopo il terzo periodo sono aggiunti i seguenti: «Nei casi di cui agli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del codice penale il prefetto, ricevuti gli atti, dispone, ove sussistano fondati elementi di un'evidente responsabilità, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di cinque anni. In caso di sentenza di condanna non definitiva, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida può essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni».
Art. 7.
Art. 7.
(Modifica di coordinamento al decreto
legislativo 28 agosto 2000, n.274)
(Modifica di coordinamento al decreto
legislativo 28 agosto 2000, n.274)
1. All'articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, le parole: «nonché ad esclusione delle fattispecie di cui all'articolo 590, terzo comma, quando si tratta di fatto commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope,» sono soppresse.
Identico
Art. 8.
Art. 8.
(Entrata in vigore)
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Identico