Rifiuti:Le linee guida della Procura di Verona
La circolare della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona (protocollo 3904 del 10-10.2025 a firma del Sig. Procuratore della Repubblica Sig. Raffaele Tito) fornisce un'analisi dettagliata del Decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116 (noto come Decreto "Terra dei Fuochi"), convertito con modificazioni dalla Legge 3 ottobre 2025, n. 147, e in vigore dall'8 ottobre 2025.
Di seguito, il riassunto della circolare e un commento sulle implicazioni della riforma.
Riassunto della Circolare (pdf della circolare su telegram premium)
La circolare è indirizzata alle Forze dell'Ordine e agli Enti di controllo per segnalare e approfondire le modifiche normative introdotte.
Obiettivi e Presupposti della Riforma
L'intervento legislativo risponde alla "straordinaria necessità e urgenza" di contrastare le attività illecite in materia di rifiuti, in particolare i roghi tossici e l'inquinamento nella cosiddetta "Terra dei fuochi" (province di Napoli e Caserta). Viene citata, in particolare, l'esigenza di dare esecuzione a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 30 gennaio 2025 che aveva condannato l'Italia per inerzia nel contrasto al grave inquinamento.
Linee Essenziali e Punti Chiave
La riforma si sintetizza nei seguenti punti:
Creazione di nuove norme incriminatrici e aumento generalizzato delle sanzioni (sia amministrative che penali).
Inasprimento delle pene nei casi in cui dal fatto derivi un pericolo per la vita/incolumità delle persone o un pericolo di compromissione/deterioramento di:
Acque, aria, suolo o sottosuolo estesi o significativi.
Un ecosistema, la biodiversità, la flora o la fauna.
Il fatto sia commesso in siti contaminati o potenzialmente contaminati, o sulle strade di accesso ad essi.
Aumento delle sanzioni se l'illecito è commesso con l'uso di veicoli a motore.
Migliore definizione del confine tra il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale, TUA) e il Codice della Strada (CdS), per esplicitare quali condotte ricadono nell'una o nell'altra normativa.
Modifiche al Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006)
L'intervento principale riguarda gli articoli del TUA, con modifiche agli artt. 212, 255, 256, 256-bis, 258, 259, e l'introduzione ex novo degli artt. 255-bis, 255-ter, 259-bis, 259-ter.
1. Abbandono e Deposito Incontrollato di Rifiuti (Artt. 255, 255-bis, 255-ter)
La riforma ha effettuato una "accurata tripartizione" delle condotte di abbandono, che in precedenza erano sanzionate in modo più lieve.
| Fattispecie | Soggetto Attivo | Sanzione (Riportate solo le principali) |
| Abbandono di Rifiuti NON pericolosi (Art. 255) | Privato cittadino ("Chiunque") | Ammenda da 1.500 a 18.000 € (più severa della precedente) |
| Titolare d'impresa/Responsabile di ente | Arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 3.000 a 27.000 € | |
| Abbandono di Rifiuti NON pericolosi in casi particolari (Nuovo Art. 255-bis, con aggravanti di pericolo/siti contaminati) | Privato cittadino | Reclusione da 6 mesi a 5 anni |
| Titolare d'impresa/Responsabile di ente | Reclusione da 9 mesi a 5 anni e 6 mesi | |
| Abbandono di Rifiuti PERICOLOSI (Nuovo Art. 255-ter) | Privato cittadino | Reclusione da 1 a 5 anni (aumentata fino a 6 anni in presenza di aggravanti di pericolo) |
| Titolare d'impresa/Responsabile di ente | Reclusione da 1 a 5 anni e 6 mesi (aumentata fino a 6 anni e 6 mesi in presenza di aggravanti di pericolo) |
Nota: Molte delle sanzioni precedenti, che erano contravvenzioni, sono state trasformate in delitti.
2. Albo Nazionale Gestori Ambientali (Art. 212)
È stata aggiunta una sanzione accessoria: all'impresa di autotrasporto di rifiuti non iscritta all'Albo e che commette violazioni, sono applicate la sospensione e, in caso di recidiva, la cancellazione dall'albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto per conto terzi.
Commento e Implicazioni della Riforma
1. Inasprimento e Criminalizzazione delle Condotte
Il provvedimento realizza un significativo inasprimento delle pene e un ampliamento del quadro sanzionatorio per la gestione illecita dei rifiuti. La trasformazione di diverse contravvenzioni in delitti e l'introduzione di nuove fattispecie aggravanti (es. 255-bis e 255-ter) segnano una chiara volontà del legislatore di reagire con maggiore severità ai reati ambientali. Questo approccio è in linea con l'obiettivo di potenziare la tutela ambientale, la salute pubblica e anticipare il recepimento della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale ambientale.
2. Criticità e Rischio di Eccessiva Minuzia
La circolare della Procura di Verona solleva, tuttavia, una nota critica, evidenziando che l'inasprimento sanzionatorio è stato operato in molti casi utilizzando concetti assai generici (es. "siti contaminati", "deterioramento dell'ecosistema"). Inoltre, il quadro sanzionatorio è diventato "minuzioso", con il rischio di portare in realtà al risultato opposto a quello dichiarato (cioè, rendere più complessa l'applicazione della norma), generando un'esigenza di approfondimento per gli Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria.
3. Impatto su Imprese e Soggetti
Responsabilità d'Impresa: Le nuove norme estendono la responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001) e prevedono un aumento di pena quando i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attività d'impresa. Inoltre, sono introdotte misure di prevenzione connesse ai reati ambientali e l'interdizione da una serie di licenze e autorizzazioni per i condannati.
Disciplina del Dolo/Colpa e Irregolarità: La legge di conversione (L. 147/2025) ha introdotto un importante elemento di riequilibrio: la possibilità di ridurre la pena nel caso in cui l'illecito sia commesso per condotta colposa o per errori puramente formali che non determinano un impatto negativo per l'ambiente. Questo mitiga l'automatismo sanzionatorio e semplifica gli obblighi di comunicazione per le irregolarità formali, differenziando tra dolo e colpa per alcune condotte.
In sintesi, la legge rappresenta una svolta nella lotta contro gli illeciti ambientali, specialmente in materia di rifiuti, ma richiede attenzione da parte degli operatori del diritto per la corretta interpretazione e applicazione del nuovo, complesso, quadro normativo.